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Never Give Up: il mio ritorno dopo infortuni, interventi e un anno e mezzo difficile

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Sport e salute dopo infortuni e interventi

Never Give Up: sport, salute e resilienza

Ciao a tutti,

sono diversi anni che non aggiorno il mio sito/blog. In questo articolo parlerò di sport e salute attraverso le esperienze che ho vissuto negli ultimi anni.

Come sapete, il sito è strutturato attorno a tre aree principali: da un lato il mondo del clubfitting, clubmaking e clubrepairing, una passione che porto avanti da oltre vent’anni e nella quale ho maturato esperienza, competenze e certificazioni molto specifiche; dall’altro la parte più personale legata alle mie esperienze in oltre vent’anni di lavoro su forma fisica, alimentazione, allenamento e — in misura minore — aspetti di mente e spiritualità.
In questi anni ci sono stati molti articoli “rimasti in sospeso”, soprattutto legati alle mie trasformazioni fisiche e alle varie edizioni delle competizioni Burn The Fat Feed The Muscle.

Si trattava di challenge della durata di 12–14 settimane, nelle quali l’obiettivo era ottenere la migliore trasformazione possibile: ridurre la massa grassa mantenendo — o, in alcuni casi — aumentando la massa muscolare.

Ho partecipato e vinto più volte queste competizioni.

Pur avendo sempre uno spirito agonistico e puntando alla vittoria, ho sempre considerato la vera vittoria un’altra: riuscire a tirare fuori il massimo da sé stessi. Il risultato in classifica, se arrivava, era una conseguenza.


Con il passare degli anni si inizia inevitabilmente a fare i conti con l’età.

La sarcopenia, cioè la perdita fisiologica di massa muscolare, diventa un fattore reale. È un processo che può essere contrastato solo in parte attraverso allenamento contro resistenza, alimentazione adeguata e recupero.

Ed è importante chiarire un punto: perdere peso non significa automaticamente migliorare la propria condizione fisica.

Se la perdita di peso è principalmente perdita di massa magra, il risultato è negativo. Il muscolo è infatti il principale alleato per:

  • metabolismo
  • salute generale
  • longevità
  • qualità della vita dopo i 50 anni e oltre

Con l’avanzare dell’età, se non si interviene, il calo delle prestazioni diventa progressivo ed evidente. E questo senza considerare l’impatto di eventuali patologie o infortuni.

Anche dal punto di vista estetico il cambiamento è significativo: dimagrire non sempre corrisponde a migliorare il proprio aspetto allo specchio, soprattutto quando la qualità della pelle e dei tessuti cambia rispetto alla propria forma migliore del passato.


Il mio percorso fra sport e salute

Nel mio caso, in questi anni, il percorso non è stato certo lineare.

A parte tutta la serie di incidenti e infortuni già raccontati nei miei articoli precedenti, convivo dal 2005 con un Neuroma di Morton bilaterale. Nel 2017 ho affrontato un intervento di radiofrequenza al piede destro per cercare di migliorare la situazione.

Nel 2018 ho avuto una pericardite virale, risoltasi fortunatamente senza conseguenze nel giro di un paio di mesi.

Nel 2018 si è manifestato anche un altro problema con cui sto imparando a convivere: una maculopatia secca all’occhio destro.

Attualmente, nella parte centrale della visione dell’occhio destro vedo deformato e ho una zona che non riesco più a percepire correttamente. Fortunatamente l’occhio sinistro mantiene ancora una buona funzionalità, anche se esiste il rischio che, col tempo, possa sviluppare la stessa patologia, anche per una componente ereditaria, dato che anche mia madre ne era affetta.

Sto assumendo integratori antiossidanti come luteina e zeaxantina, cercando di rallentare il più possibile l’evoluzione del problema e mantenere stabile la situazione, con la speranza che la ricerca e la scienza possano continuare a fare passi avanti importanti anche in questo campo.

Anche di questo parlerò più approfonditamente nei prossimi articoli, non per fare la vittima o autocelebrarmi, ma semplicemente per raccontare la mia esperienza personale, come ho sempre fatto negli anni.

Poi è arrivato il periodo della pandemia, durante il quale — come tutti — ho dovuto adattarmi, ma non ho mai smesso di allenarmi. In quegli anni ho partecipato a diverse edizioni delle sfide Burn The Fat Feed The Muscle, ottenendo risultati importanti e vincendo in più occasioni.


Successivamente, però, l’eccesso nella corsa ha iniziato a presentare il conto.

Sono comparsi:

  • pubalgia
  • dolori muscolari persistenti
  • una sacroileite piuttosto importante

Questi problemi mi hanno portato a riconsiderare la mia attività fisica e a riscoprire una passione mai davvero abbandonata: la bicicletta.

Una passione che avevo messo da parte dopo la caduta del 2014, con frattura del capitello radiale.

Così, nell’ottobre 2023, sono tornato alla MTB, per poi passare quasi completamente alla gravel bike a partire da febbraio 2024 e da giugno 2025 Bici da corsa/strada.


La svolta inattesa

Nonostante volumi importanti — circa 14.000 km annui, con uscite anche superiori alle 7 ore — è arrivata una scoperta completamente inaspettata.

Nel 2024, durante una visita di idoneità agonistica al CONI con test da sforzo, il medico sportivo ha notato anomalie significative durante lo sforzo ad alta intensità, successivamente confermate da Holter 24h.

Io, però, non avevo alcun sintomo.

La diagnosi è stata chiara: una cardiopatia ischemica importante, con una coronaria discendente destra occlusa all’80%.

Se quel test non fosse stato eseguito, molto probabilmente l’esito sarebbe potuto essere ben diverso, durante una delle mie uscite in bici.

A distanza di circa due settimane:

  • coronarografia
  • angioplastica
  • impianto di uno stent sulla coronaria discendente destra
  • palloncino sulla biforcazione della circonflessa

L’incidente

Nell’estate del 2025, mentre stavo cercando di tornare alla normalità e ai livelli di attività precedenti, è arrivato un altro evento importante.

Il 1° luglio, in discesa a circa 50 km/h con la bici da strada, il veicolo davanti a me ha frenato improvvisamente. Non ho avuto modo di evitare l’impatto.

Sono entrato con la testa nel bagagliaio dell’auto, sfondandolo, riportando una frattura scomposta pluriframmentaria del processo trasverso di C1.

Per pochissimo non ci sono state conseguenze neurologiche gravi.


Dopo l’incidente

Durante il recupero ho avuto anche un episodio di sincope.

Nonostante tutto, sono tornato in sella già a metà settembre.

Ma la serie di eventi non era ancora finita.

A dicembre, entrando in una buca, ho rotto la forcella della bici e, nel tentativo di recuperare l’equilibrio, sono finito nella corsia opposta, cadendo rovinosamente.

Le conseguenze:

  • escoriazioni importanti
  • danni al mezzo
  • danni all’abbigliamento
  • incrinatura del costato sinistro

Conclusione

Insomma, un anno e mezzo decisamente intenso.

Ci sarebbero ancora molti dettagli da raccontare e chiarire, e lo farò nei prossimi articoli, entrando più nel merito delle singole esperienze.

Quello che posso dire oggi è semplice:

anche nei momenti più difficili — con infortuni, interventi e situazioni critiche — non mi sono mai fermato.

Ho sempre cercato di mantenere disciplina, determinazione e continuità.

E oggi, mentre scrivo queste righe, sono così come mi vedete nella foto che accompagna questo articolo.

Piero Maggio 2026 – ABS a quasi 65 anni di età

Never Give Up.

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