Odontoiatria: Come ho risolto la terza classe scheletrica o morso inverso con linea mediana across….la mia esperienza

Titolo: Odontoiatria: Come ho risolto la terza classe scheletrica o morso inverso con linea mediana across….la mia esperienza

Autore: Piero Maina

Conteggio Parole: 4163

Cari lettori, avevo scritto più di un anno fa un articolo sulla mia esperienza (qui) con il libro che promuovo su questo sito: “Burn The Fat Feed The Muscle” e i benefici che ne avevo/ho ricavato a livello di forma fisica e buona salute. Apro una parentesi ( Diciamo che l’argomento non trova una precisa collocazione all’interno di questo blog perché parla di denti, ma la sua correlazione è tutt’altro che trascurabile come collegamento trasversale alle categorie a cui lo ho assegnato e l’ho quindi inserito all’interno del menù “tenersi in forma”).  In quel contesto avevo raccontato tutte le mie problematiche a livello di salute e incidenti vari che avevano accompagnato la mia esistenza e avevo scritto che a breve avrei raccontato come avevo risolto il problema dei denti che sia come fatto estetico, ma ancora di più funzionale, aveva condizionato la mia vita fino all’anno 2010, anno in cui ho risolto con la sola cura ortodontica un caso che era sempre stato definito risolvibile solo chirurgicamente e considerato grave ed inoltre è stato risolto in una età compresa fra i 46 anni e sei mesi e 48 anni e 4 mesi. Quindi in età più che adulta. Premetto che non sono un dottore, ma di “dottori” ne ho incontrati molti e a molti ho chiesto pareri professionali. La tristezza nasce quando siamo pazienti “ignoranti” e ci rivolgiamo appunto ad un professionista, con la speranza che il suo “sapere” risolva la nostra situazione nel migliore dei modi. Come in ogni ambito professionale, ci sono professionisti e professionisti, ma noi siamo sempre gli “ignoranti” e quando per correttezza vogliamo ascoltare più di un parere, diventa difficile quando il parere di A e quello di B sono diametralmente opposti. Se poi come spesso accade volessimo ascoltare anche il parere di C e disgraziatamente anche questo parere risultasse essere completamente discordante con quello  dei due professionisti precedentemente interpellati, allora diventa veramente difficile fare una scelta corretta. Questo avviene anche nella mia professione con i bastoni da golf, ma qui stiamo parlando di salute e non di oggetti inerti e aggiungo anche, quando le consulenze non sono fatte in buona fede.

Per raccontare la mia storia/esperienza, bisogna partire dai tempi della gioventù, quando le prime carie e le prime trapanazioni, magari effettuate da dottori non proprio professionalmente ineccepibili, mi fecero compagnia. Stiamo parlando dei primi anni 70, quando le stesse tecniche non erano sicuramente paragonabili a quelle odierne. Resta il fatto che rimasi traumatizzato durante un’estrazione. Avevo quasi tredici anni, era il 1973 ed ebbi la sfortuna di avere un molare (il 16 per chi è del mestiere), cariato e non curabile con le radici convergenti fino a toccarsi. Il dentista in questione impiegò quasi un’ora ad effettuare l’estrazione e il dolore che provai, nonostante l’anestesia, non posso raccontarlo, oltre alla febbre molto alta che mi accompagnò nei giorni seguenti, etc. Risultato: non volli vedere mai più un dentista.

Piero 1992

Settembre 1992
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Clav

Marzo 1984
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Naturalmente, non curando i miei denti, mangiando molti dolciumi e altro, le carie ai vari molari, non tardarono a venire  e quando il dolore divenne insopportabile, ricorsi mio malgrado alle cure di altri dentisti che nuovamente non all’altezza curarono i miei denti in maniera non proprio impeccabile. Della terza classe scheletrica o morso inverso, non me ne ero mai accorto né nessuno me lo aveva mai fatto notare e a detta di molti ero anche un “bel ragazzo” e spesso veniva lodato il mio sorriso. Poi un giorno nel 1989 una signora (dentista), parlando con me del più e del meno mi dice :”…tu hai il morso inverso…” da quel momento la mia attenzione cadeva sempre sulla mia bocca o su quella degli altri per notare la differenza e nacque in me un vero e proprio complesso. Arriviamo al 1993; non farò né nomi di persona né di luoghi a questo punto, ma incontrai un dentista nella sede lavorativa dove mi ero trasferito in quell’anno e questo dentista mi restituì la fiducia verso la categoria e curò la mia bocca facendola diventare una bella bocca. Rimasi in quella città fino al 1995 e naturalmente gli chiesi se la mia situazione di “morso inverso” si potesse risolvere. Fatte le dovute analisi e con le competenze che lui e i suoi colleghi avevano a quei tempi, mi disse che non si poteva fare nulla, sconsigliava la chirurgia e avrebbero voluto togliermi altri denti per diminuire l’affollamento nei denti inferiori e con la cura ortodontica “ridistribuire” i restanti, ma la discrepanza mandibolare era troppa e quindi mi disse di lasciare perdere. In fondo la mia mandibola non si bloccava e anche per lui avevo un bellissimo sorriso e quindi mi disse che era meglio non procedere.

Accettai la cosa, ma in cuor mio non smisi mai di sperare per una soluzione del mio caso ed arriviamo al 2007. Prima di proseguire, voglio spiegarvi che nonostante fossi rientrato a Roma, pur di non cambiare dentista, ogni 6 mesi facevo più di 1.200 km fra andata e ritorno per andare dal vecchio dentista per cercare di mantenere una bocca sana e in parte ne approfittavo per andare a trovare i miei genitori che erano di strada. Un’altra cosa va detta, nonostante la mia bocca sembrasse essere sana, ogni qualvolta affrontavo la profilassi di igiene dentale, le mie gengive sanguinavano e il dolore era forte, ma anche in questo caso non mi venne detto niente e si diceva che per colpa della situazione di “affollamento” e dei denti storti era una condizione paradontale con cui convivere e di cercare di mantenere la situazione della riduzione delle gengive sotto controllo il più possibile. Torniamo a noi: a marzo 2007 prendo un volo per Atlanta (USA) e su un Boeing con più di 360 passeggeri a bordo, mi ritrovo seduto nel posto a fianco un caro e vecchio amico di gioventù che non rivedevo dal 1985. Destino? Sincronicità? Non lo so, resta il fatto che non ci eravamo dati appuntamento e io partivo da Roma per un convegno sui bastoni da golf negli USA e lui era diretto in Texas, proveniente da Genova per un convegno sull’implantologia dentale.

Quando ci siamo rivisti, passato il primo momento di stupore e gli abbracci di due vecchi amici che non si vedevano da ventidue anni, abbiamo naturalmente cominciato a parlare, ricordandomi di lui come un windsurfista con cui facevo le regate insieme. Non potevo immaginare che nel frattempo era diventato uno dei più affermati implantologi Italiani. Gli chiesi allora cosa ne pensava della mia situazione dentale e lui senza entrare troppo nel tecnico mi disse che a quel momento c’erano nuove tecniche ortodontiche e che le cose potevano essere risolte, ma non mi disse nulla di specifico a riguardo. Così, arrivati ad Atlanta ci congedammo e ci scambiammo i numeri di telefono, ma non prendemmo nessun appuntamento o altro. Per come sono fatto io, se decido che una cosa m’interessa, vado subito fino in fondo e voglio capirne di più, ma ammetto che non essendo entrato troppo nel merito della mia situazione e ricordando il mio amico come un windsurfista, non colsi l’occasione di andare a trovarlo (anche lui di Genova e quindi abitava vicino a dove abitavano i miei genitori) e lasciai passare un altro anno.

Aprile 2008: tornai dal mio dentista a 600 km di distanza a Savona che non vedevo da un anno e durante la solita profilassi di igiene e controllo dentale, gli chiesi cosa ne pensasse della mia situazione di “morso inverso”  dopo 13 anni dalla prima diagnosi, e lui mi rispose che ora aveva le competenze per risolvere il mio caso e che ne aveva già risolti altri quattro. Mi spiegò che avrebbe lavorato in equipe con una ortodontista di Genova e un medico chirurgo specializzato nel maxillo facciale molto bravo e che il mio caso era di facile soluzione. Avrei dovuto portare un apparecchio ortodontico per circa due anni per raddrizzare nuovamente i denti e una volta in asse procedere con l’operazione di riduzione mandibolare per ristabilire il “morso” corretto e risolvere il problema di malocclusione dentale. Sempre a suo dire non avrei sofferto troppo e per il chirurgo era una delle operazioni più semplici da eseguire e io naturalmente avevo massima fiducia in lui. A quel punto gli chiesi se conoscesse il mio amico implantologo, ma mi rispose di no e gli chiesi se conoscesse la tecnica Damon, ma anche in quel caso la risposta fu negativa, mi disse che per me c’era la sola via chirurgica per risolvere e se volevo, potevo incontrare l’ortodontista che collaborava con lui a Genova per sentire cosa ne pensasse della mia situazione. Visto che era di strada andai immediatamente a fare un primo controllo sommario, una visita a vista e anche la dottoressa ortodontista, mi disse che ero un caso chirurgico grave. Chiesi a lei se conoscesse il mio amico implantologo e mi disse di si, chiesi se conoscesse la tecnica Damon e mi rispose affermativamente, ma mi disse anche che per me il “Damon” non serviva a nulla e potevo risolvere la mia situazione di “terza classe” chirurgicamente e definitivamente, previa l’applicazione di un apparecchio ortodontico per circa due anni.

Ammetto che volevo risolvere la questione e la mia fiducia era massima ed ero quindi disposto oltre ai costi, a sopportare l’inserimento di un apparecchio ortodontico nella mia bocca, a viaggiare da Roma fino in Liguria mensilmente per il controllo dello stesso e a subire un’operazione alla mandibola in seguito che a differenza di come veniva venduta dal mio dentista, non era poi una vera e propria “passeggiata di salute”.

Voglio anche dire che la mia situazione di malocclusione dentale, contribuiva anche a farmi deglutire in maniera errata, il fatto era dovuto alla mia lingua che invece di appoggiare correttamente contro il palato durante le normali attività quotidiane, o sotto sforzo o ancora durante la deglutizione, appoggiava contro l’arcata dei denti inferiori, contribuendo ulteriormente a spingerli verso l’esterno.

Rientrato a Roma provai a sentire un parere di un noto ortodontista della Capitale, il quale fece tutte le misurazioni del caso e non si sbilanciò, disse che in effetti era una “terza classe scheletrica across/ cross byte” (oltre ad avere il morso inverso, avevo la linea mediana disassata di un dente verso sinistra, questo per il fatto che l’estrazione del molare “16” quando avevo tredici anni, creò uno spazio in bocca e i denti che sono mobili, sono migrati verso destra andando a chiudere quello spazio, creando una nuova problematica). L’Ortodontista romano, disse che probabilmente avrebbe dovuto risolvere la cosa chirurgicamente, ma si prese tempo per decidere. Nel frattempo mi disse che prima di risolvere il problema della terza classe across, c’era da sistemare la mia bocca, sia a livello paradontale che di altre “situazioni non a norma” presenti nella mia bocca e mi chiese se il mio attuale dentista non me ne avesse mai parlato. Io risposi che sanguinavo e sentivo male quando effettuavo la pulizia dei denti, ma nient’altro. Il professionista romano, mi chiese se poteva comunicare con il “collega” Ligure e io naturalmente risposi di si.

Al telefono i due discussero animatamente e naturalmente il mio dentista si sentì offeso perché interpellato da un altro medico. Io dissi che pur comprendendo l’accaduto, mi sentivo in dovere di andare a parlare con il mio dentista a Savona, anche perché mi curava da 15 anni e io avevo fiducia in lui. Quando andai dal mio dentista, e parliamo di maggio 2008, mi ricevette dicendomi che quello di Roma non doveva permettersi di chiamarlo e che se volevo risolvere la mia situazione, non c’erano alternative o altro. Era inutile girarci intorno e trovare mezze misure, dovevo agire nel migliore dei modi e in maniera definitiva. Mi convinse, ero pronto ad iniziare l’avventura di portare l’apparecchio e poi dopo due anni affrontare l’operazione e ritrovare un bel sorriso e una postura più corretta. Ultimamente infatti, quando effettuavo certi tipi di lavoro in piedi  per lungo tempo, le fitte alla base del collo erano diventate sempre più insopportabili, quasi come un cane che lo mordesse e questa patologia era sicuramente dovuta alla mia mala occlusione dentale.

Esco dallo studio del mio dentista a Savona, e qui il destino/sincronicità ritornano in gioco: stavo tornando verso l’autostrada per rientrare e alcuni giorni prima, un maestro di golf di Roma mi aveva detto che suo fratello stava lavorando in un nuovo circolo di golf ad Albisola (SV) e sapendo che dovevo andare da quelle parti, magari potevo andare a salutarlo. Premetto che ero amico del maestro di golf, ma il fratello l’avevo visto solo un paio di volte e quindi, sinceramente, non è che avessi urgenza di passare a salutarlo. Stavo quindi pensando di prendere l’autostrada per rientrare, anche perché non sapevo bene dove si trovasse il circolo in questione, ma di nuovo le circostanze di traffico mi fecero andare a prendere l’autostrada ad Albisola invece che a Savona e arrivando nei pressi del casello, vidi uno di quei cartelli segnaletici turistici marroni con su scritto “La Filanda Golf Club”. “Toh!” Mi dissi, “…è qui vicino, ci faccio un salto”. Il fratello del mio amico maestro, maestro anche lui, all’inizio non si ricordava nemmeno di me, ma portandogli i saluti del fratello e poi ricordandogli il mio nome ritrovò la memoria e mi disse:”…sta venendo da alcuni giorni una mia allieva da Genova a giocare e mi ha parlato di te, perché un suo amico che non gioca a golf le ha raccontato della tua bravura come clubmaker/clubfitter….. non ricordo come si chiama, ma aspetta che la chiamo e mi faccio dire….”. Naturalmente sembra impossibile, ma l’amico in questione era il mio amico implantologo! A questo punto, visto il modo nuovamente casuale e insolito in cui il mio amico Alberto era tornato “in gioco”, decisi di chiamarlo per raccontargli le novità . Al telefono gli raccontai pima dove mi trovavo e poi come per la seconda volta era tornato presente nella mia vita ed aggiunsi che ero a Savona perché avevo deciso di risolvere chirurgicamente la mia questione dentale…”FERMO!!!! FERMO!!!!” Urlò al telefono. Mi chiese se rimanevo ancora in zona e risposi che sarei ripartito nel pomeriggio seguente e allora m’invitò a passare nel suo studio di Genova la mattina seguente che voleva darmi un’occhiata.

Anche la sua visita sommaria, lo fece propendere come una terza classe risolvibile chirurgicamente, ma guardandomi attentamente, secondo lui c’erano le condizioni per un recupero e che c’era una dottoressa a Milano che forse avrebbe potuto risolvere la mia situazione non chirurgicamente e con risultati analoghi e questo mi venne detto da “fratello a fratello”. Voglio inoltre aggiungere che tutta la famiglia del mio amico lavora in ambito dentistico, essendo figli d’arte e uno dei tre fratelli è anche un bravissimo ortodontista che probabilmente avrebbe potuto lavorare al mio caso, ma la professionalità del mio amico Alberto fu massima e mi invitò ad andare a Milano con lui previa effettuazione del Telecranio e ortopanoramica. Presi appuntamento per il 10 giugno 2008.

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10 Giugno 2008
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La dottoressa/ortodontista Milanese, quando mi vide, disse purtroppo anche lei che ero un caso chirurgico grave e nonostante a me non sembrasse di essere in una condizione così grave, la cosa veniva ripetuta da tutti e visti anche molti casi con situazioni anche diverse dalla mia risolti dalla dottoressa, nella mia percezione il mio caso sembrava davvero più facile. Comunque la dottoressa pur manifestando perplessità, disse che avrebbe voluto provarci d’accordo con il mio amico Alberto e io dissi che ero pronto e fiducioso a cominciare l’avventura. Mi venne detto che sarebbe stato utilizzato un apparecchio Damon e degli elastici e la percentuale di successo era proporzionale anche al mio impegno e al mantenimento in bocca degli elastici 24/24. Naturalmente tolti i tempi per mangiare cibi solidi. Risposi che se alla mia età non avessi dato il massimo allora non sarei stato nemmeno la persona che sapevo di essere. Il 12 Giugno 2008 a Milano avevo il mio apparecchio Damon con gli elastici in bocca ed ero pronto anche ad affrontare l’avventura con tutti gli annessi e connessi.

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12 Giugno 2008
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Che dire, l’avventura era iniziata e anche il “sacrificio” sia estetico che funzionale. Infatti l’apparecchio faceva il suo lavoro e le forze che agivano sui miei denti non erano proprio inesistenti. Era come sentire delle “morse” che spingevano sulle radici, oltre agli elastici che nel loro piccolo contribuivano a “spingere” e che toglievo quando dovevo mangiare, ma appena terminato, via a lavarmi i denti con spazzolino ortodontico e scovolino (curaprox cp15 per l’esattezza) e subito dopo li rimettevo al loro posto. Naturalmente la situazione del fastidio/dolore si stabilizzava dopo una settimana/dieci giorni, l’unico problema è che io abitavo a Roma e la dottoressa a Milano e pertanto in caso di urgenza non era proprio il massimo. Infatti è capitato che il “filo” di acciaio del Damon ogni tanto sporgesse in fondo e mi bucasse la guancia o gli attacchi mi ulcerassero l’ interno delle labbra. Risolvevo la cosa mettendo della cera sugli attacchi e addirittura delle volte ho agito con le pinze da elettricista per tagliare la sporgenza del cavetto. Non vi spaventate, sono cose che capitavano sporadicamente, ma sono capitate. Come una volta mentre ero all’estero si ruppe l’archetto superiore e dovetti trovare un ortodontista che lavorava con il Damon, ma lo trovai e risolsi anche questo incidente. Qualche fastidio l’ho provato, ma niente di trascendentale o altro che non potesse essere risolto . Voglio ricordare che comunque anche in caso di operazione avrei dovuto portare l’apparecchio ortodontico per circa due anni ugualmente e solo al termine avrei subito l’operazione alla mandibola che ricordo non essere proprio il massimo da affrontare e sempre senza la certezza di riuscita, oltre alle sofferenze che intercorrono.

Mi viene attribuito parte del successo per la mia collaborazione ad indossare gli elastici 24/24, oltre che ad aver effettuato la pulizia dei denti ad ogni pasto. Come ho già scritto sopra, sarebbe stato veramente inutile se una volta apprese le regole comportamentali io avessi agito a modo mio. Ho eseguito solamente quanto mi è stato detto e il risultato è sotto gli occhi di tutti. Gli elastici e le molle che vengono inseriti in bocca sull’apparecchio opportunamente posizionati e calibrati, applicano delle forze costanti e in specifiche direzioni, che daranno i risultati che anche io ho ottenuto, ma a patto che queste forze non vengano mai interrotte. Qui sta parte della difficoltà nell’eseguire il lavoro con competenza e professionalità per avere buone probabilità di successo. Se le forze non vengono applicate nella direzione giusta  e con la giusta intensità, si otterranno nuovi problemi e per usare un paragone sul Damon, è come dare una Ferrari a un diciottenne neopatentato….molto probabilmente si schianterà contro un albero!

Già da Settembre 2008 dopo soli tre mesi si erano visti enormi cambiamenti.

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4 Settembre 2008
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Oltretutto sono al corrente che i nuovi apparecchi Damon sono anche meno visibili e
tecnologicamente più avanzati di quelli che ho messo io. Nelle foto qui sopra vedete degli spessori blu sugli ottavi, (sono gli ultimi denti) dei “tacchi”. Sono spessori che vengono messi, per far si che l’apparecchio e gli elastici possano lavorare.  Che vuol dire che la mandibola rimane dov’è ora e sarà l’arcata superiore che comincerà a migrare verso l’avanti, senza essere inibita dall’arcata inferiore e fino a diventare “testa a testa”, per me nel mese di Novembre 2008.

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4 Novembre 2008
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Ho “scavallato” con l’arcata superiore nella prima settimana di Gennaio 2009

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27 Gennaio 2009
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e poi è stato un divenire di miglioramenti ogni mese che passava e a differenza di quanto altri ortodontisti avrebbero fatto, mi è stato ripristinato lo spazio nel settore 1 (superiore destro), per permettere di fare l’impianto del 16 (sesto) molare che era il dente estratto all’età di tredici anni ed era stato il responsabile della mia situazione “crossbite /Morso crociato“. Qui potete vedere il dettaglio dalle foto, dove è stata inserita una molla che “spinge” i denti fino a ricreare lo spazio originale. Qui siamo a settembre 2009.

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Settembre 2009 – Dettaglio molla arcata superiore
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Settembre 2009 – Dettaglio molla arcata superiore
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Arriviamo finalmente ad Aprile 2010 quando ho levato il Damon dalla mia bocca.

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6 Aprile 2010
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Naturalmente porto un “filetto” fisso all’interno dei denti inferiori che non si vede e che mantiene stabile l’arcata inferiore evitando recidive (splint è il nome in gergo) e la notte indosso un apparecchio mobile di contenzione per mantenere a sua volta stabile e consolidare la situazione dell’arcata superiore. Inoltre nei due anni successivi ho sistemato altre imperfezioni nella mia bocca che andavano fatte, compreso un primo innesto di gengiva nella parte inferiore sinistra con ottimi risultati.

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Comparazione Giugno 2008 – Aprile 2010
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Comparazione Giugno 2008 – Maggio 2011 dopo innesto gengiva 3° settore inferiore
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Comparazione Telecranio 06/2008 – 04/2010
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Maggio 2012
Dopo esecuzione igiene orale
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Maggio 2012
Dopo esecuzione igiene orale
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Maggio 2012
Dopo esecuzione igiene orale
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Maggio 2012
Dopo esecuzione igiene orale
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Maggio 2012
Dopo esecuzione igiene orale
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Pie Oristano 2012

Agosto 2012
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Nota: Il sangue che vedete sulle gengive nelle foto qui sopra è dovuto al fatto che pochi minuti prima dello scatto mi era stata fatta la profilassi di igiene orale con gli ultrasuoni e pertanto le gengive erano in stato di stress. Ovviamente dopo poco tempo tutto torna alla normalità. Inoltre si nota che la linea mediana non è perfettamente allineata, ma oltre ad essere veramente una differenza minima, il fatto è anche amplificato dalle leve posizionate all’interno delle labbra per “allargare” la vista sui denti e vi posso assicurare che ad oggi questa differenza si è ulteriormente ridotta e mi vedo perfettamente allineato.

Il movimento dell’arcata superiore verso l’avanti è avvenuto utilizzando solamente la tecnica ortodontica e senza l’utilizzo di alcuna chirurgia. Il metodo utilizzato permette, come è stato pubblicato sulla rivista scientifica Quintessence International (edizione italiana), di ottenere spostamenti ossei ortopedici uguali in misura lineare a quelli ottenuti con la tecnica chirurgica e misurabili sulle radiografie durante e dopo la cura. Ma la tristezza è che in ambiente medico ci sono medici chirurghi che hanno il coraggio di dire che non è vero che abbiamo risolto come ho raccontato e con la sola cura ortodontica, ci sono personaggi che pur di ingrossare il loro portafoglio, non avrebbero alcun timore a mettere mano ai ferri e operare; hanno persino accusato la mia dottoressa che sia il telecranio che le foto finali sono truccate!!!

Ancora una volta il pensiero positivo ha permesso che le cose si risolvessero nel migliore dei modi. Il risultato lo avete visto nelle foto che ho pubblicato. E’ stato raggiunto un ottimo compromesso di compensazione che forse non sarebbe stato raggiunto nemmeno con la via chirurgica, senza contare le sofferenze a cui sarei andato incontro. L’aspetto estetico è quello di una bocca sana ora e anche a livello paradontale la situazione è tutta un’altra cosa. Lo vedo anche durante le sessioni di profilassi e igiene dentale e dal colore delle mie gengive. Funzionalmente anche la mia schiena ne ha beneficiato e ora, pur avendo le vene succlavia ed ascellare sinistre interessate dalla trombosi danneggiate per sempre, sono tornato ad allenarmi regolarmente ed eseguo anche trazioni alla sbarra e spinte verso l’alto con i manubri per le spalle. Ricordo per chi non avesse letto l’articolo a cui ho messo il link all’inizio di questa pagina, che non avevo più potuto allenarmi con i pesi per diciotto anni e la causa della trombosi era stata la conformazione scheletrica nella zona sterno clavicolare data anche dalla situazione dei miei denti e mala occlusione. Diciamo che è stato come essere trattenuto da delle bretelle e finalmente questo vincolo è stato rimosso e ho riacquistato la mia funzionalità e la voglia di sorridere in tutti i sensi.

Concludo dicendo che questa è la mia esperienza e quanto ho raccontato corrisponde al vero e chi mi conosce di persona lo sa. Naturalmente ogni caso va visto a se ed inoltre un ruolo fondamentale lo svolge il paziente per il grado di impegno, applicazione e collaborazione. Va detto che ho inviato alla Dr.ssa un amico Milanese di 41 anni che aveva una situazione analoga alla mia e anche lui ha risolto felicemente la sua situazione effettuando lo stesso tipo di “cura” e ora è un’altra persona. Spero che alcuni di voi leggendo queste mie righe trovino lo spunto per intervenire e possano risolvere una problematica che so quanto incide  sulla qualità della vostra vita. In bocca al lupo!

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81 Responses

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  • Salve sig. Maina. Complimenti per la sua caparbietà e la ringrazio per aver raccontato la sua asperienza. Anch’io ho una terza classe scheletrica e anche a me hanno consigliato di fare l’intervento ma sinceramente non me la sento per vari motivi. Putroppo non ho amici dentisti ed abito a Palermo però vorrei tanto risolvere il mio problema che mi porta tantissimi disagi. Se conosce qualcuno o qualche centro qui le chiedo la cortesia di farmelo sapere. Chissà magari anch’io potrei diventare una persona diversa, migliore. Grazie.

  • Salve Piero sono mamma di una bambina a cui hanno diagnosticato un morso inverso e sono molto preoccupata per la prospettiva (già presentatami ) di un suo futuro intervento chirurgico. Le terapie che mi hanno proposto sono simili alle sue :allargamento del palato, spostamento dei denti, futuro(vista l’età ) intervento. Vorrei avere i suoi riferimenti. Vorrei anche sapere se ne ha su Genova. Un saluto e complimenti per la sua tenacia …cerchero’

    di fare lo stesso

    • Grazie per il messaggio. Le rispondo privatamente fra pochi minuti con tutte le informazioni richieste e Le auguro già fin d’ora di poter risolvere i problemi alla sua bambina così come ci sono riuscito io.
      Cordiali saluti
      Piero

  • Salve Piero sono molto felice di trovare una persona che sappia consigliarmi. Sono un ragazzo di 26 anni ho la terza classe non so se sia scheletrica o meno.sono in cura da un dentista da due mesi/3 mi trovo psicologicamente traumatizzato da profonde insicurezze.gli chiedoin ginocchio col cuore se potrei avere privatamente il un suo contatto per fare due chiacchiere per telefono che mi aiutino a fare chiarezza. È molto importante perme mi creda.

    • Salve Emanuele, grazie per il messaggio. Non conosco la situazione né sono un medico e anche se lo fossi, una diagnosi a distanza senza avere visto gli esami e quant’altro, risulterebbe azzardata. Capisco la situazione e in serata ti risponderò per e-mail in maniera estensiva. Buona giornata.

  • Grazie sig piero.ma vorrei precisare che nn vorrei chiederle una diagnosi o altri pareri medici ci mancherebbe. Ma un confronto su come risolvere il mio problema confrontando cio che mi stanno facendo a me, e come ha risolto lei. Danno tutti i dentisti i pareri diversi ma la sua tecnica forse assomiglia alla mia..attendo lei.un abbraccio

  • Buongiorno Sig. Maina, complimenti per il sito e grazie di cuore per aver condiviso la sua esperienza.
    Sono una ragazza di 27 anni di Genova e anche a me è stata diagnosticato un morso inverso di terza classe scheletrica e mi è stato consigliato l’intervento chirurgico di avanzamento dell’arcata superiore. Per varie ragioni non mi sento di fare questa operazione e durante la ricerca di soluzioni alternative mi sono imbattuta nel suo racconto. Le sarei molto grata se potesse inviarmi il contatto della dottoressa che ha seguito il suo caso o se per caso fosse a conoscenza di altri specialisti che utilizzano questa tecnica in Liguria. Grazie, cordiali saluti.

    • Buonasera Veronica,grazie per il tuo messaggio. Ti sto scrivendo dal telefonino e dove mi trovo non c’è una connessione Wi-Fi. Ti risponderò estensivamente per e-mail entro domenica sera. Spero vivamente di poterti essere d’aiuto.
      Piero

      • Sig. Piero Maina non riesco ad inserire un commento. Le ho inviato una mail sono una mamma di una ragazza di 21 anni che dopo tanti disagi e trattamenti ortodontici non abbiamo ottenuto risultati soddisfacenti. L’ intervento è l’ unica soluzione. Leggendo il suo blog ho una speranza …attendo una sua risposta. Grazie.

  • Salve signor maina, sono un ragazzo di 26 anni della provincia di Caserta,ho una terza classe, mi hanno detto anche a me che l’unico modo per risolvere e l’intervento, io non sono così convinto ho paura, leggendo il suo articolo ho avuto un po di speranza,ultimamente ho chiesto pareri a molti dentisti ma tutti dicono cbe alla mia età si puo risolvere solo con un intervento, sto un po depresso, vorrei qualche informazione in più,magari in privato, grazie mille per la disponibilità

  • Ciao Piero
    Complimenti per la tenacia nell’affrontare una cura così lunga e complessa, e l’esauriente dossier che hai pubblicato
    A 49 nove anni mi sarei deciso a risolvere anch’io una terza classe…,e dopo alcuni consulti con soluzione chirurgica del problema, che non voglio affrontare, ho trovato un medico che mi ha prospettato una soluzione “accettabile” col solo apparecchio ortodontico
    Ti chiedo gentilmente i riferimenti del medico che ha trattato il tuo caso
    Grazie
    Saluti

  • Buongiono.

    Ho terza classe e vorrei verificare la possibilità di un’apparecchio.
    La sua applicabilità credo però dipenda dal tipo di terza classe. So che esistono diverse cause e gravità.
    Avevo diversi anni fa fatto una visita ortodontica in un centro della mia città molto quotato e mi avevano prospettato l’operazione come unica possibilità decrivendomi qualcosa di invasivo, lungo e doloroso. Ma la visita è stata molto veloce e non approfondita da alcun esame.
    Vista l’età ho immediatamente lasciato perdere.
    Se potessi anche solo migliorare un pò sarei contenta. Ho paura dei problemi funzionali con l’età, che già mi danno avvisaglie con dolori di testa, cervicale, orecchio e acufeni, stordimento oltre alla masticazione poco efficace.
    Cerco un bravo ortognatodonzista. Sono di Torino.
    Grazie dell’aiuto
    Teresa

    Problemi funzionali ne ho: da l’orecchio

    • Ciao Teresa,
      grazie per il tuo messaggio. Non essendo io medico e non conoscendo il tuo caso in termini di gravità e situazione attuale, non sono in grado di darti una risposta e anche se fossi medico, solo sulla base di una descrizione sommaria, non sarei ugualmente in grado di dartela. Come ho scritto nell’articolo che riguarda la mia esperienza, ci sono casi che ad oggi potranno essere risolti con la sola via chirurgica, ma ti assicuro che ce ne sono altri diagnosticati come risolvibili solamente con la via chirurgica e che invece sarebbero e sono stati risolti con la sola via ortodontica. Fermo restando che l’apparecchio lo dovrai portare in ogni caso, anche se dovrai poi sottoporti all’eventuale operazione. Comunque ora ti rispondo estensivamente via e-mail.
      Buona domenica
      Piero

  • salve signor Piero,
    spero si sia ripreso dall’intervento al ginocchio.
    Sono arrivato a lei cercando “soluzioni” al problema della terza classe scheletrica e le sarei grato se potesse fornirmi qualche contatto,data la sua epserienza.

    Saluti e auguri

    Nico

  • Ciao Piero. Innanzitutto volevo ringraziarti di avermi fatto scoprire che anche io ho il tuo problema, da parecchi anni ormai e anche a me hanno consigliato l’estrazione, cosa che non ho voluto assolutamente fare. Io abito vicino Roma ma sono disposto a venire a Milano se il viaggio fosse risolutivo come credo. Non e che mi faresti il favore di lasciarmi il recapito del medico che ti ha risolto il problema?Grazie dell’interessamento, Adriano.

    • Ciao Adriano,
      grazie a te per il messaggio. Come ho scritto, anche io abito a Roma e ho risolto la cosa facendo la spola con Milano perché a quel tempo secondo le conoscenze che avevo, la era possibile risolvere la mia problematica senza intervento chirurgico e così è stato. Nel frattempo altri medici si sono aggiunti all’utilizzo di queste tecniche ortodontiche e sicuramente ci sarà qualcuno bravo anche nella nostra area. Comunque ora ti rispondo come ho fatto con gli altri utenti più estensivamente via e-mail.
      Buona serata
      Piero

  • Buongiorno Piero
    mi è molto piaciuta la Tua testimonianza e devo dire che hai avuto un grande coraggio.
    Anch’io sono una terza classe ma in realtà nella parte anteriore le mie arcate combaciano. Il mio problema è un cross bite – morso inverso – laterale.
    I medici da cui mi sono recata sino ad ora (tanti) mi hanno tutti prospettato la soluzione chirurgica del problema (disgiunzione chirurgica del palato)
    Dopo aver letto il tuo articolo si sono riaccese le mie speranze: vorrei provare a chiedere un consulto alla dottoressa che Ti ha seguito per capire se anch’io riesco a risolvere il mio problema evitando l’operazione.
    Ho visto su internet che un paio di medici (due o tre, non molti) a Milano utilizzano il metodo damon ma a questo punto preferirei andare sul sicuro.
    Ti chiedo quindi se, gentilmente, mi puoi dare i riferimenti del Tuo medico
    Ti ringrazio tanto, anzi tantissimo
    simona

  • Ciao Piero,
    io ti scrivo per mio figlio che ha 16 ed un problema simile al tuo accentuato forse da una errata diagnosi e dall’uso di una mentoniera che no ha portato benefici. Io sono calabrese e mi piacerebbe avere qualche info in più sul metodo da te usato e sui professionisti che operano in tal senso. Grazie

  • Ciao,
    ho 35 anni e ho anche a me hanno detto che l’unica soluzione alla mia monocclusione è la via chirurgica.
    Potrebbe cortesemente inviarmi i contatti dello specialista che ha risolto il suo problema. Grazie.

  • Ciao Piero, per caso cercando in internet, soluzioni per una terza classe già corretta,ma ritornata, anche se non del tutto sono arrivata alla sua esperienza, ho letto diverse volte questo articolo e con le lacrime agli occhi ho sperato e spero di risolvere senza la chirugia! Sarebbe così gentile da fornirmi delle info in privato, sono in paranoia, non riesco a non pensarci!
    Grazie in anticipo… Buona domenica!

    • Ciao Marina,
      grazie per il tuo messaggio che ho letto in questo momento. Il fatto che la terza classe sia già stata corretta e ci sia stata una recidiva può essere in parte normale se ad esempio non hai indossato quotidianamente nelle ore notturne, un apparecchio di contenzione che di solito viene fornito a chi ha avuto problemi del nostro tipo. Voglio quindi sperare che la tua situazione si possa correggere senza l’intervento chirurgico con successo. Ti rispondo più tardi per e-mail con tutte le informazioni del caso e ti auguro una buona serata.
      Piero

  • Buongiorno Piero,
    mi chiamo Federica e anch’io purtroppo ho una terza classe scheletrica. Ho portato tanti apparecchi mobili e un fisso per fare una compensazione, perché mi hanno prospettato sempre l’intervento, ma avendo una grandissima paura e non avendo ricevuto mai certezze a riguardo, ho optato per una soluzione alternativa. Purtroppo però, non ha comunque risolto il mio problema e ora sono arrivata alla decisione dell’intervento. Vedendo la tua storia mi è tornata però un po’ di speranza, perché io sinceramente di fare la chirurgia non me la sento proprio. Inoltre, ora i miei problemi posturali ( cervicale, problemi di equilibrio, disfunzioni ATM), si sono accentuati molto. Potrei avere qualche informazioni in più sulla tua dentista? Sono di Monza. Grazie mille!! un Saluto

    • Ciao Federica, leggo adesso il tuo messaggio e sono in viaggio con lo smartphone. Dove mi trovo non ho connessione Wi-Fi….domani sera sarò di nuovo in grado di connettermi e ti risponderò meglio per e-mail con tutte le informazioni del caso.
      Buona Serata

  • avatar
    valentina says:

    Ciao Piero,anch’io ho il problema che hai avuto tu e mi hanno consigliato l’intervento chirurgico che -chiaramente- vorrei evitare,
    puoi darmi qualche info su chi contattare ed i costi, anche se immagino che cambino di caso in caso.
    Grazie mille.
    Valentina.

  • Ciao Piero Maina,
    Finalmente riesco a postare il mio commento.
    Inizialmente ho avuto problemi.
    Sono una mamma di una ragazza di 21 anni con 3 classe scheletrica, dopo un trattamento odontoiatrico di pessima qualità, purtroppo noi non siamo dottori, mi è stato prospettato come soluzione l’ intervento chirurgico. Considerando che non è una passeggiata come voglionono far credere…ho scoperto questo blog. La storia di mia figlia è lunga. Dove posso affidarmi con tranquillità e sicurezza e tentare di intraprendere una strada che non porti alla chirurgia? Ho scritto su FB , in mail ho risposto ad un commento…io sono in pena.

    • Buonasera Grazia,
      possiamo darci del tu. Leggo adesso i tuoi commenti e su FB non ho mai ricevuto richieste o messaggi altrimenti ti avrei risposto sicuramente….dammi il tempo di cenare e dopo ti rispondo con calma per e-mail con la speranza che anche tua figlia possa trovare una soluzione non chirurgica.
      Buona serata
      Piero

  • Salve,sono un ragazzo di 21 anni e anche io ho il morso inverso e tutti i dottori mi hanno detto che serve l intervento chirurgico per risolvere il mio problema.Posso avere per favore informazioni per contattare la dottoressa che ti ha curato.Grazie mille.

  • Salve Piero,
    sono Roberta e anche io purtroppo ho una terza classe scheletrica che mi è stata diagnosticata a vent’anni e ora ne ho ben 45! Anche nel mio caso l’unica soluzione possibile era l’intervento chirurgico che non ho mai avuto il coraggio di fare. Nel corso degli anni ho visto diversi dentisti ma la risposta era sempre la stessa. Ormai ero rassegnata, vista anche l’età… Ogni tanto però mi trovo a cercare informazioni sull’argomento, come oggi, e mi sono imbattuta nel suo sito. Mi è tornata un po’ di speranza! Sono stanca di non sorridere, per me è un grosso complesso oltre ad avere sempre più spesso mal di testa e qualche problema di equilibrio. Vorrei avere per cortesia il nominativo della dottoressa che ti ha seguito in modo da poter chiedere un parere sul mio caso e chissà…magari risolverlo senza intervento. Grazie mille x aver condiviso la tua esperienza.
    Buona serata.
    Roberta

    • Ciao Roberta.
      grazie per il tuo commento. Come per tutti gli altri che hanno commentato, spero che anche per te ci sia una soluzione non chirurgica, ma questo non lo so e non conosco la tua situazione iniziale. In ogni caso, ora ti scrivo per e-mail in maniera più estensiva e con tutte le informazioni richieste.
      Buona giornata
      Piero

  • Ciao a tutti e ciao Piero,

    Ho letto con interesse la tua esperienza e vorrei condividere con tutti voi la mia esperienza personale. Ritengo che sia possa essere utile per molti. Il sottoscritto ha subito un intervento chirurgico per correggere un problema di terza classe a Roma (presso l’Istituto Eastman) all’eta’ di trenta anni circa.
    Ho dovuto, prima di affrontare la cura, rimuovere i quattro denti del giudizio (sani), portare un apparecchio ortodontico per circa due anni e mezzo ed infine subire un intervento chirurgico. L’intervento, nel 2003, e’ comunque un’esperienza dura per il post operatorio, per cui, se si puo’ evitare, e’ certamente meglio. E’ vero che ora, a distanza di 12 anni, non ho avuto piu’ problemi e il mio sorriso e’ da pubblicita’ di dentifrici.
    Ora, la cosa che volevao raccontare e’ che purtroppo nel 2002 nostro figlio piu’ grande e’ nato direttamente con un serio problema di terza classe. Graze intendo che addirittura le gengive dell’arcata inferiore in chiusura si sopvrapponevano alle gengive dell’arcata superiore. Ovviamente, ci siamo subito attivati per cercare di trovare una soluzione non chirurgica, che in ogni caso credo non si possa affrontare prima di 20/25 anni. Non la farei mai a 18 anni, visto che il corpo deve aver terminato la crescita, altrimenti e’ tutto veramente inutile. La cosa che ci hanno proposto, e che abbiamo iniziato quando nostro figlio aveva 5 anni, e’ stato l’uso della maschera di Delaire. Questa maschera si porta circa 12 ore al giorno e consiste di un apparecchio ortodontico sul quale si fissano degli elastici che si fissano dall’altro capo sulla maschera, che e’sul viso (gli elastici escono quindi dalla bocca). Mio figlio e’ stato molto bravo. Noi gli dicevano che era una bella maschera dei power rangers e lui l’ha indossata con diligenza. Lo scopo del trattamento e’, come nella storia descritta da Piero, di tirare in avanti l’arcata superiore, in modo da farla scavallare su quella inferiore. Quando la cosa avviene, si toglie. DOpo un anno, il problema e’ stato risolto e la maschera tolta. Il problema con queste tecniche fate in tenera eta’ e’ che non ci sono garanzie che il problema non torni. E non si puo’ certo continuare a tirare in avanti l’arcata superiore all’infinito. Oggi nostro figlio ha 13 anni. L’arcate inferiore e’ tornata in avanti un po’ come del resto ci aspettavamo. Al momento i denti si toccano, epr cui non ha una situazione perfetta, ma esteticamente, se rimanesse cosi’, non farei fare l’intervento. Se dovesse peggiorare, temo che l’intervento chirurgico non sia evitabile. Tuttavia, vorrei dire che l’intervento che io ho fatto oggi lo ricordo come un fatto positivo. Se vi si prospetta come l’unica alternativa, non abbiate paura e fatelo. Il mio caso non era drammatico ne’ esteticamente molto visibile. Tuttavia, meglio farlo a 30 anni che a 50. Per cui, non abbiate paura, nel caso vi si prospetti come l’unica soluzione.
    Un caro saluto,

    Omar

    • Ciao Omar,
      Grazie per il tuo commento e il contributo di esperienza personale condivisa. Come sono solito ricordare, non sono un medico e quindi i miei giudizi si basano sia sulla mia esperienza personale che confronti avuti con luminari nel settore, anche se ad oggi, ci sarà sicuramente qualcuno con conoscenze più avanzate e poi noi pazienti che non rispondiamo in maniera univoca, non siamo tutti uguali. Quindi non ci può essere una cura che vada bene per tutte le terze classi, proprio per lo stato iniziale, ma ci sono molte terze classi risolvibili non chirurgicamente che vengono destinate ad operazione e viceversa. Dovresti anche sapere che chi è affetto da questa patologia, ha equilibri delicatissimi e quindi, sia con l’intervento che con la sola tecnica ortodontica, quando questi equilibri ormai consolidati vengono modificati,si corrono sempre grandi rischi.
      Tuo figlio più grande è stato davvero bravo e diligente nella sua ancora scarsa maturità di bambino e quindi un plauso a lui, ma mi domando se non gli è stato prescritto un apparecchio mobile di contenzione, così come porto anche io ancora oggi soltanto la notte per evitare recidive che probabilmente ci sarebbero state. Se non porta nulla, è probabile che ci sia una regressione e credo che sia necessario far consolidare la traslazione che c’è stata e che per lui ancora giovanissimo, sia altrettanto necessario “cementarla”.
      Io ero quasi arrivato a fare l’intervento, ma non è che sapessi benissimo a cosa andavo incontro, tu l’hai fatto e dici che lo rifaresti, ma ho sentito altre persone che l’hanno fatto, che mai l’avrebbero fatto se avessero potuto risolvere diversamente. Poi c’è anche chi, non si sente di affrontarlo anche se è l’unica via di soluzione. Ma ribadisco, se il risultato che si andrà ad ottenere con la sola soluzione ortodontica, (che peraltro sia per tempi che disagi è identica, almeno nel mio caso, anche in caso di intervento) sarà molto simile. Perché farsi ridurre la mandibola con legamenti, e sofferenze non proprio di poco conto? E anche per tuo figlio, non gliela eviteresti? Certo che si, se mi dici che sei già intervenuto, ma è solo per cercare di capire se ci possono essere alternative.
      Io ho raccontato solamente la mia esperienza e tutto quello che ho vissuto l’ho scritto nel mio articolo, poi ognuno deve decidere in cuor suo, ma se condividendo si riesce a scoprire una soluzione migliore e meno invasiva, credo sia una bella cosa.
      Saluti a te
      Piero

  • Ciao Piero, leggendo la tua storia mi sono ritrovato in molte cose, ho 39 anni e a 13 anni mi fu tolto un molare nella medesima posizione benché su lato superiore sinistro. Nel tempo mi si è sviluppata una terza classe con spostamento dei denti. Da visita “specialistica” nel 2012 mi fu delineato un percorso che concludeva con riduzione della mandibola e spostamento della mascella in avanti.. nemmeno fu considerato il fatto di ripristinare la simmetria con l’aggiunta di un impianto dentale per il molare, a mio dire andrebbe ricreato lo spazio, proprio come nel tuo caso e mi sembra la soluzione più logica. Mi sembrava al quanto eccessiva l’ipotesi di essere operato in quanto ho un testa a testa e non un vero e proprio morso inverso. Potresti gentilmente fornirmi indicazioni di chi ti ha sistemato così bene ed in modo così poco invasivo? Sai cosa provo a sentirmi asimmetrico in bocca.. sono uno sportivo e credo che influisca anche su questo una mala occlusione. Grazie, Roberto

  • Salve Piero, sono un ragazzo di 21 anni a cui è stata diagnosticata una malocclusione di terza classe scheletrica. Premetto che ho portato l’apparecchio per molti anni fino a toglierlo a 16. Purtroppo tra crescita e, probabilmente, tra errori del mio vecchio dentista, mi trovo in questa situazione. Volevo avere , se possibile, delle referenze del dentista che l’ha curata. Grazie in anticipo

    Buona serata

  • avatar
    cristina agl says:

    Buonasera ho letto ora la sua storia, io sono di Milano sono una ragazza di quasi 30 anni e ho il suo stesso problema , ho portato l apparecchio per più di 10 anni e da quando avevo 8 anni ma senza nessun successo. Ogni visita fatta da altri dentisti mi veniva detto che il lavoro fatto è’ stato errato e quindi l unico metodo per risolvere il tutto è’ l intervento chirurgico. A Milano chi usa il metodo damon system? Saluti Cristina

  • Grandissima storia! Dopo 15 anni di ricerca finalmente trovo una speranza non invasiva alla mia situazione. Inutile dilungarsi sul caso…vedo che non è mai troppo tardi per intraprendere una nuova strada anche se di danni ormai ne hanno fatti così tanti che anch’io per paura…ho fatto il resto no recandomi più dal dentista.
    Lei come mi consiglia di procedere qui a Vicenza? Da dove partire per incontrare le persone giuste per imbastire il tutto?

  • Buongiorno,
    ho letto ammirato il suo post sulla sua esperienza in qualche modo simile alla mia!
    Ho 22 anni e ho una terza classe scheletrica, ho portato l’apparecchio per circa 5 anni, e sono stato seguito per limitare questa malocclusione ed evitare un futuro intervento chirurgico, tuttora porto un byte notturno.
    Erano riusciti a correggerla ma ora con l’adolescenza e la crescita la terza classe scheletrica c’è! Dal punto di vista funzionale mi dicono che ho una chiusura corretta e indicano l’intervento chirurgico come soluzione per il fattore estetico (mi è stato fortemente sconsigliato). Dal mio punto di vista il fattore estetico non mi preoccupa perché fortunatamente non è molto evidente, ma mi preoccupa il fattore funzionale nei prossimi anni e soprattutto vorrei far rientrare i denti inferiori in quelli superiori che ora sporgono di qualche mm.
    Vorrei quindi indicazioni per il metodo da lei usato e possibili contatti per informazioni aggiuntive.
    Ringrazio anticipatamente.

    Simone

    • Ciao Simone,
      puoi darmi del tu! Ho letto in questo momento il messaggio. Senza conoscere il tuo caso e così com’è stato per me, laddove è possibile, bisognerebbe cercare di non ricorrere MAI all’intervento chirurgico. Comunque ti risponderò più estensivamente domani in giornata via e-mail
      Buona notte!
      Piero

  • Buongiorno Piero.
    Anche io presento una malloclusione di terzo grado e il mio dentista mi ha detto che l’unico modo per risolverlo è l’intervento chirurgico. Mi piacerebbe entrare nell’esercito ma richiedono una bocca quasi perfetta. Tuttavia ho deciso di non sottopormi all’intervento chirurgico, non me la sento. La tua storia è veramente interessante. Ti sarei molto grato se mi fornissi i dettagli della tua esperienza e da chi ti sei recato per risolvere il problema. Grazie in anticipo

    • Buonasera Andrea,
      Grazie del messaggio. Certamente se puoi evitare l’intervento è meglio, laddove ci sia spazio per intervenire con risultati certi almeno sulla carta. Ora ti scrivo più estensivamente per e-mail.
      Buona serata

      Piero

  • Buona sera Piero, le scrivo poiché con il suo racconto mi si è riaccesa la speranza di poter migliorare la mia situazione.
    Sono una signora di 37 anni di Milano e anche a me è stata diagnosticato un morso inverso di terza classe scheletrica e mi è stato consigliato l’intervento chirurgico di avanzamento dell’arcata superiore. Le sarei molto grata se potesse inviarmi il contatto della dottoressa che ha seguito il suo caso.
    Grazie, cordiali saluti.

    • Buonasera Linda,
      Grazie per il tuo commento. Se non ti offendi possiamo darci del tu. Non conoscendo la tua situazione non esprimo giudizi, l’operazione come dico a tutti, laddove possibile, andrebbe evitata. L’intervento comunque solitamente si fa sulla riduzione mandibolare e non si interviene sulla mascella che sarebbe l’arcata superiore, cosa che invece si riesce a fare come è stato per me con la “giusta” cura ortodontica. Ortodonzia che viene applicata anche in caso di intervento, ma con modalità e finalità differenti. Ora ti scrivo in maniera estensiva per e-mail con tutte le informazioni che mi hai richiesto.
      Buona serata
      Piero

  • Buongiorno ho letto con attenzione la sua storia, vorrei mettermi in contatto con la Dottoressa che ha seguito e trattato il suo caso per sottoporLe il mio. La ringrazio anticipatamente, cordiali saluti. Maria

  • Buonasera , sono una ragazza che è in età adolescenziale che ha una terza classe abbastanza grave e l’ortodonta che mi ha visitato mi ha detto che l’unico modo per risolverla è l’operazione maxillo facciale ; sinceramente non mi sembra “un’ottima idea ” fare questa operazione alla mia età peró ha detto che il mio è una caso chirurgico (non sono un dottore e niente del genere , però il mio caso non mi sembra così grave).
    Avevo perso le speranze però quando ho trovato il suo sito mi è parsa una luce di speranza , quindi vorrei chiederle cortesemente se potrebbe mandarmi i contatti della dottoressa che ha seguito il suo caso .
    Grazie mille e cordiali saluti.

    • Buonasera,
      Grazie per il tuo messagio. Non conoscendo il tuo caso, non posso sapere se quello che dice la tua ortodontista corrisponda al vero e comunque com’è stato per me, non sempre chi conferma una sua tesi ha ragione. Poi, come ho già scritto, laddove possibile, bisognerebbe SEMPRE evitare l’intervento chirurgico. Ora ti scrivo per e-mail in maniera più estensiva.
      Cordiali Saluti
      Piero

  • Salve Sig. Piero,

    ho letto l’articolo è sono rimasto molto colpito dal suo risultato. Io ho una terza classe e ho 21 anni. È bello trovare qui sul web storie di persone che ce l’hanno fatta a risolvere questa impostazione non proprio corretta della propria bocca e per di più senza ricorrere ad alcun intervento chirurgico. Come potrei mettermi in contatto con Lei? Mi piacerebbe molto.

    La ringrazio ancora per l’articolo! Davvero interessante!

  • Buongiorno Sig. Maina, complimenti per il sito e grazie di cuore per aver condiviso la sua esperienza.
    Sono una ragazzo di 30 anni di Milano e anche a me è stata diagnosticato un morso inverso di terza classe scheletrica e mi è stato consigliato l’intervento chirurgico. Per varie ragioni non mi sono mai sentito di fare questa operazione e durante la ricerca di soluzioni alternative ho trovato il suo racconto. Le sarei molto grato se potesse inviarmi il contatto della dottoressa che ha seguito il suo caso. Grazie mille
    Auguri

  • Buongiorno signor. Maina, grazie per il suo racconto. Io ho 41 anni e ho il suo stesso problema (terza classe) ; sono abbastanza in difficoltà perché non so che fare. Ho consultato parecchi specialisti e ognuno dice la sua:Chi mi parla di invisalign,Chi di apparecchio fisso,chi di chirurgia,chi di apparecchio notturno solo nella parte superiore. Anch’io ho il problema della deglutizione atipica. .e mi avevano proposto,prima di fare qualsiasi altra cosa,di mettere a posto la lingua. Dopo aver letto il suo racconto mi sono un po tirata su e volevo chiederle:questa tecnica Damon per caso c’è anche a Verona? Se no,posso avere il contatto della dottoressa di Milano? Mi faccia sapere . Grazie,Rosina

    • Buongiorno a te Rosina,
      se non ti dispiace possiamo darci del tu e grazie per il tuo commento. Va detto che non conosco la tua situazione e come ripeto a tutti, non siamo tutti uguali. Anche partendo dalla stessa situazione iniziale, otterremo risposte diverse. Come hai sottolineato e io ho espresso nel mio articolo, il problema è quando non sappiamo e i vari “esperti” hanno pareri completamente discordi. Vorremmo affidarci a quello giusto, ma come si fa? Ci sono terze classi scheletriche talmente gravi che ancora oggi troveranno soluzione con la sola via chirurgica, ma molte altre tra cui la mia, che pur essendo considerate gravi e di soluzione chirurgica hanno trovato esito positivo con la sola cura ortodontica. Cura ortodontica che verrà applicata anche in caso di intervento, quindi oltre ai costi, la sofferenza…..Ora ti scrivo per e-mail con quanto hai richiesto.
      Cordiali saluti
      Piero

  • Buongiorno signor. Piero,
    innanzitutto complimenti per la disponibilità e per la sensibilità che dimostra nel mettere a disposizione parte della Sua esperienza privata e personale, pur di aiutare chi, come me, ancora non riesce a sorridere come vorrebbe. Devo dirLe che Leggendo attentamente il Suo racconto è riuscito a darmi una bella “botta” di speranza e positività 🙂 visto che oramai mi ero rassegnata a dover convivere-a vita-con i dolori dovuti ad un non corretto posizionamento dei miei denti.
    Se è possibile, vorrei avere i contatti di questa Dottoressa.. anche se non vivo a Milano, sono disposta ad andare, su e giù, pur di risolvere la situazione.
    In attesa di risposta, Le auguro una bella giornata.
    Cordialmente,
    Emanuela

    • Buongiorno a te Emanuela,
      Come scrivo a tutti, puoi darmi del tu. Grazie per il tuo messaggio e sempre come ho scritto agli altri, dico che io ho raccontato la mia esperienza, ma non siamo tutti tutti uguali come situazione di partenza e anche come il nostro organismo risponderà alle cure e ancora al grado di impegno che ciascuno ci metterà. Però, ti posso dire che proprio nelle settimane scorse, due ragazzi che mi avevano scritto e si sono sottoposti alle cure, mi hanno scritto nuovamente per dirmi che hanno risolto anche loro e questo non può che farmi piacere. Infatti, non so cosa possa succedere a ciascuno per quello che ho scritto sopra, e non posso sentirmi responsabile, ma è ovvio che in cuor mio spero che anche se non tutti, almeno molti che hanno problematiche anloghe ale nostre e che avevano rinunciato a priori perchè l’unica via sembrava essere quella chirurgica, trovino una speranza e una soluzione. Io ho tolto l’apparecchio nel 2010 e oggi siamo nel 2016 e a distanza di 6 anni non ho avuto recidive e i miei denti sono come quelli della foto del 2012, l’unico sforzo che faccio da allora è quello di indossare solo nelle ore notturne, un’apparecchio mobile di contenzione, come già avevo scritto nell’articolo, e probabilmente se non mi fossi impegnato in questo senso, oggi sarei incorso nelle recidive che affliggono le terzi classi curate ortodonticamente e sarei probabilmente depresso e arrabbiato. Comunque ora ti scrivo meglio per e-mail.
      Cordiali saluti
      Piero

  • Buongiorno Piero
    ho letto la tua vicenda e mi ritrovo con un problema simile al tuo, potresti fornirmi i contatti della dottoressa che ha seguito il tuo caso?
    Ti ringrazio anticipatamente e ti saluto cordialmente.
    Roberto

  • Buonasera Roberto,

    Grazie per aver condiviso la tua esperienza con noi.
    Anch’io faccio parte del gruppo di coloro che sono colpiti da questo difetto, potresti cortesemente passarmi il contatto dello studio che ha risolto il tuo problema? Inoltre sempre tramite mail mi forniresti qualche info in più sui prezzi?.

    Grazie di tutto

    A presto

  • Salve, sono Anna e mi è stata diagnosticata una malocclusione di terza classe scheletrica. Abito a Genova e le sarei grata se potesse dirmi a chi potrei rivolgermi qui in Liguria e a Milano.
    Inoltre può fornirmi anche qualche info sui prezzi? La ringrazio tanto

  • Salve Piero,
    ho letto con interesse il tuo articolo, mentre cercavo qualche informazione sulla mia terza classe scheletrica.
    Il mio dentista continua a ripetermi da anni che devo operarmi e leggere che sei riuscito a risolvere senza sottoporti al lungo e doloroso procedimento della chirurgia mi da un po di speranza.
    Vorrei chiederti se puoi darmi qualche informazione in più sullo studio a cui ti sei rivolto, il nome del medico e i loro prezzi. Io abito a Roma, però sarei disposta a muovermi per le visite pur di risolvere in modo meno invasivo.
    Grazie in anticipo 🙂

  • Buongiorno Piero,
    leggendo il tuo articolo, un barlume di speranza si è acceso dentro di me. Ho una terza classe scheletrica molto lieve e se riuscissi ad evitare l’intervento sarei molto felice.
    Vorrei chiederti se puoi darmi il nome del dentista a cui ti sei rivolto ed il costo che hai dovuto sostenere.
    Grazie

    • Buongiorno Fedele,
      Grazie per il tuo messaggio. Se mi dici che la tua terza classe scheletrica è lieve, voglio ben sperare che si possa trovare una soluzione non chirurgica. Comunque ora ti rispondo via mail con le informazioni che hai richiesto.
      Buona giornata

      Piero

  • Salve Piero,
    ho letto il suo articolo, mentre cercavo qualche informazione sui bite di riposizionamento mandibolare di terza classe scheletrica e mi ha colpito davvero tanto la sua caparbia. Sono una ragazza di 21 anni e ho una malocclusione di seconda classe dentale, ossia il cosiddetto morso profondo, che dopo 2 anni di apparecchio fisso non si è risolta minimamente, ed una lievissima terza classe scheletrica, che in realtà non avevo mai notato e non mi era neppure mai stato detto da nessun dentista, fino a quando ho messo un bite rigido superiore che mi induceva involontariamente a spostare la mandibola in avanti dato che i denti inferiori cercavano contatto,di conseguenza la mandibola si è protrusa in avanti. Dato che sono alquanto demoralizzata perchè tutto ciò ha portato ad un cambiamento nella forma del mio viso e dato che vorrei sapere se si può fare qualcosa per rimediare, vorrei chiederle se è a conoscenza di buoni professionisti del settore nelle zone di Napoli, dato che mi è un pò difficile da Napoli andare fino a Milano. Mi scuso se non ho usato termini tecnici per spiegarmi, spero abbia compreso comunque. Grazie mille.

    • Buongiorno Ema,
      grazie per il tuo messaggio e come dico a tutti puoi darmi del tu. Non c’è bisogno di scusarsi, anche perchè io non sono un medico e ti sei spiegata benissimo. Come hai potutto leggere ho solamente raccontato la mia esperienza e a furia di parlare di ortodonzia, sono diventato un po’ più esperto, ma sicuramente non un professionista. Ora ti rispondo per e-mail in maniera più estensiva.
      Cordiali saluti
      Piero

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